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martedì 17 dicembre 2013

Amici, Grazia Di Michele: "Il caso Deborah? Non son cretina, il problema non è il peso, ma come si muove. Marco Carta non si impegnava"

Grazia Di Michele ha spiegato a TvBlog il suo punto di vista sul ‘caso Deborah’ scoppiato dopo la decisione dell’insegnante di Amici 13 di assegnare all’allieva una maglia nera con motivazioni molto discusse anche da Maria De Filippi nella puntata di sabato scorso. Poi ha parlato di molte altre questioni tutte incentrate sul talent show di Canale 5:

Partiamo dal caso Deborah Iurato. Ci sono state polemiche per la maglia nera assegnata all’allieva e per le parole ‘fisicità non felice’, ’sciatta’, ‘deambulare per buttare l’immondizia’ usate da lei. Ci spieghi cosa è successo.
Buttare l’immondizia non riguardava Deborah, era un esempio per spiegare che quando si sta sul palco bisogna saper essere espressivi e comunicativi. Le altre sono frasi addolcite rispetto a quello che lei si è detta: parlando di se stessa dice ‘ho un cul0 come una casa’ e altro. Io riporto, in maniera più addolcita, quello che io penso sia come si sente. Lei sicuramente non è alta, io non ho riportato le sue parole testuali ma ho detto che la sua fisicità non è felice. Nel senso che se uno non sta bene con se stesso, non si piace, non si accetta, probabilmente è in una condizione in cui sente che c’è qualcosa che non quadra. Il fatto che lei non sia alta e che sia un pochino robusta è sotto gli occhi di tutti. Lei ha detto ‘ho un cul0 come una casa’, non me lo sono inventata io’. Lei non ci sta bene, ma in puntata ho fatto esempi di persone con una fisicità robusta che se la vivono bene e senza disagio. Ho sempre detto che le nere che cantano gospel e che sono un po’ cicciotte hanno un balance nei movimenti elegante, sono belle da vedere. Peraltro ad Amici sono entrate - le ho volute io - ragazze robuste… questo non c’entra niente.
Quindi il messaggio travisato è: la maglia nera non è stata data perché la ragazza non è magrissima, ma perché le sue insicurezze fisiche si ripercuotono sulla perfomance sul palco…
Bravo. Questa cosa la dice anche Deborah. Io sono una musicoterapeuta e lavoro sul linguaggio non verbale; mi rendo conto se una persona si sente a proprio agio, non sono un medium, sono una che lavora su un canale non verbale, ci ho fatto anche una tesi di laurea. Se colgo un disagio, lì siamo in una trasmissione televisiva, mica vado a parlarne in un bagno senza microfoni…
Ecco, prendendo parte ad un talent show si è un po’ condannati a trattare temi delicati con un po’ di superficialità?
Dipende da come ne parli. In puntata abbiam parlato di senso di responsabilità, di egoismo, di mancanza di disciplina, abbiamo affrontato tutti gli ambiti comportamentali e psicologici che hanno a che fare con il canto. Io non intendo parlare di Deborah nella vita, ma di canto. Se viene in una trasmissione televisiva, sapendo che è sotto le telecamere, è evidente che, se viene fuori una problematica, la si affronta. Non ho mai detto né mai lo penserò che ci sono delle fisicità che non permettono di fare delle cose. Io dico che il canto, in una trasmissione televisiva come Amici, è fatto di tecnica, interpretazione e di capacità di stare sul palco. Se Deborah pesasse 40 chili e si muovesse male sarebbe la stessa cosa.
Il ‘rimani nella scuola’ con cui è finito l’esame di Deborah può essere letto come una chiusa buonista per smorzare le polemiche. È così?
Sapevo già dall’inizio che quello non era un esame che potesse andare in una direzione…. quello non è un problema che risolvi in dieci minuti. Io le do degli input sui quali penso possa lavorare. La maglia nera non è una condanna, ma è per segnalare un aspetto che va messo a fuoco. Lì, alla velocità della luce, con Maria (De Filippi, Ndr) che non era d’accordo, io posso fare un esame dicendo delle cose ma se ci lavorassi magari sarebbe diverso. L’importante è che Deborah abbia colto degli stimoli e che abbia capito che non è un problema contro il suo fisico e che impari ad accettarlo oppure lo cambi, perché no? Viviamo in un’epoca in cui se uno non si piace può fare la cura dimagrante… a parte che lei non è una balena, non stiamo parlando del fatto che lei sia grassa, ma che si muove male. Che c’entra la fisicità, l’anoressia? Io vorrei stendere un velo pietoso su chi senza capire né approfondire tira fuori degli argomenti che è sbagliato tirare in ballo. Non si può strumentalizzare così una cosa che si dice per ottenere un obiettivo… non si può pensare che io sia così cretina alla mia età e dopo la mia esperienza da dire ad una ragazza non può cantare perché sei grassa. È la follia. Mi devi credere, sono da tanti anni ad Amici, mi sono trovata nell’occhio del ciclone in più occasioni. Oggi mi ci ritrovo perché ho detto ad una ragazza ’se ti senti a disagio e se ti fa piangere guardarti risolviamo questa cosa’. Io preferisco dire le cose in faccia, piuttosto che gente che fa battute da dietro. Peraltro lei ha una voce importante ed è un peccato che lei pensi che sia sufficiente. Secondo me la comunicazione espressiva, gestuale è importante. Ti posso assicurare che ricevo molti fax anche di altre insegnanti che mi dicono che fanno lavorare i ragazzi davanti allo specchio. Se Debora mi avesse detto che “non è un problema mio, ma solo tuo” io penso che la polemica sarebbe stata giusta. Ma è lei a dire che ha un problema. Quando parlo di sciatteria intendo non porre attenzione ad un aspetto, che invece si può gestire.
Quello che ha colpito, probabilmente, è che un’insegnante di canto abbia detto che “la musica prima di tutto si vede” e poi si sente…
Non ho detto ‘prima di tutto’. Oggi io se devo cercare un pezzo vado su Youtube o in tv…
Questo è chiaro ma, semplificando, stupisce che nei talent spesso criticati ci sia una rappresentante della musica italiana che veicoli un messaggio che ci si aspetterebbe venisse veicolato da un produttore o da chi intende la musica in maniera più commerciale..
Ma no. Io il giorno dopo la puntata ho fatto un seminario a Napoli con cinquanta ragazzi, ho lavorato otto ore senza interruzioni; abbiamo affrontato tutti i parametri tecnici, interpretativi e di comunicazione corporea. I ragazzi lo sanno, oltretutto se va in un talent show non può pensare che questo non sia un aspetto importante.
Dunque lei ritiene che sia giusto che l’aspetto visivo sia quasi preminente rispetto a quello vocale?
No, io mi compro i dischi senza sapere come sia fatto l’artista. Ho 2000 cd di gente che non so neanche come sia. Però se vai in una trasmissione televisiva non può non curare questo aspetto perché oggi la musica si ascolta, ma in molte situazioni si vede. Ad Amici la musica la si vede, e la si ascolta, è ovvio. Insomma, tornando a bomba: io ho anche una ragazza robusta che produco… se ha voglia parlerà pure. Non c’entra niente il peso, c’entra il modo in cui tu ti esprimi attraverso la tua corporeità.

Si aspettava una presa di posizione così netta in puntata della De Filippi?
Maria è una persona come me, dice quello che pensa. Io lo so che se non è d’accordo lo dice e lo fa con i suoi modi. Con i modi di una persona convinta, a cui rispondo in maniera altrettanto convinta. Quando ho detto che c’è una triangolazione strana in questa storia è perché c’è una ragazza che ha un disagio, ci sono io che colgo il disagio e Maria che non lo vede. Lei dice di vederla bella quando si muove; non ha detto una balla, la vede così.
Il caso Deborah è nato sul web dopo le anticipazioni fornite dal sito ufficiale di Amici. Crede che da parte di questo ci sia stata superficialità, se non addirittura volontà di strumentalizzare le motivazioni per la maglia nera?
È chiaro che riassumere il modo di pensare di una persona sul canto è complicato. Sul Facebook di Amici è stato fatto un sunto di poche righe, che ha sviato. Io ho corretto immediatamente sulla stessa pagina. Io sono da 11 anni ad Amici… credo che la strumentalizzazione sia stata da parte di altri. Se fossi stata un giornalista avrei approfondito la dichiarazione. Se invece si prende una frase non contestualizzata e si parla di anoressia a me cadono le braccia.
Marco Carta e Gerardo Pulli, bersagliati da lei ad Amici, sono diventati, con alterne fortune, idoli delle ragazzine e c’è anche chi ha vinto Sanremo. Lei coglie il rischio che ‘andando contro’ una persona si possa fare il suo gioco ai fini della trasmissione?
Io non vado contro, non distruggo le persone. Io faccio una battaglia affinché una persona si responsabilizzi. Io non so Gerardo Pulli cosa stia facendo adesso; se, come dici tu, è un idolo delle ragazzine. Con lui facevo un discorso preciso sull’impegno, sul modo di affrontare la scuola. Io colgo un aspetto e cerco di lavorarci sopra dando anche input forti. Poi quello che avviene fuori dalla scuola un mese o un anno dopo, quanto le persone votino un ragazzo perché tartassato è un discorso che mi interessa di meno. Io difendo molto Amici, l’accademia, perché al di là di quello che la gente può pensare i ragazzi entrano la mattina ed escono al sera e studiano. Lo studio è importante ma non perché se uno non studia non può essere artista. In Italia il 98% dei grandi non ha studiato, però hanno una personalità fortissima, una profondità di interpretazione, hanno un’attitudine tecnica naturale.
Ok, chiaro. Peraltro con Marco Carta, dopo tutto quel che avvenne ad Amici, si è riappacificata mi pare…
Io non ho nessun problema con Marco. Con molti ragazzi che sono passati ad Amici ho un rapporto splendido, di affetto. Non sono un mostro.
Per carità, però la discussione con Carta fu autentica…
È autentico tutto, anche il fatto che non si impegnasse per niente. Quando passò da Jurman anche lui rilevò queste cose.
A proposito di Luca Jurman. Possiamo dire che è il collega con il quale si è trovata meno bene ad Amici? O ci regala uno scoop?
(ride, Ndr) Penso che con lui ci siano stati degli scontri…
Con ripercussioni legali persino…
Sì, lui mi ha denunciato. Ha mandato una diffida a me e, mi pare, anche a Fabrizio Palma perché recavamo danno alla sua immagine, una cosa del genere. Non mi sono trovata bene perché c’era una discordanza sul modo di affrontare le cose. Capita. Poi mi sono trovata meravigliosamente bene con Luca Pitteri, Fabrizio Palma, Gabriella Scalise, Beppe Vessicchio, Pino Perris… siamo molto affiatati, anche fuori da Amici.
Conosceva già le new entry Klaus Bonoldi e Carlo Di Francesco?
No. Di Francesco è uno con cui mi trovo molto d’accordo ogni volta che i ragazzi si esibiscono, siamo sulla stessa lunghezza d’onda forse perché è un musicista. Lo trovo molto sensibile, mi sembra una persona in gamba. Klaus è più creativo, particolare, a Klaus devi arrivarci, mentre con Di Francesco ci si trova. All’inizio mi sembrava un po’ chiuso, un po’ difficile da capire, invece mi piace. Ha una bella testa e conosce linguaggi musicali che io non conosco molto bene. L’altro giorno per esempio mi ha fatto conoscere Julia Holter.
Un nome di un allievo che è stato sottovalutato e di uno sopravvaluto ad Amici?
Quelli bravi alla fine un loro spazio lo hanno trovato comunque. Nei musical, nei teatri hanno trovato la loro strada. È un domandone…
La aiuto facendo dei nomi. Luca Napolitano, Mario Nunziante…
Luca sì, ma non per colpa di Amici. Ad un certo punto i ragazzi sono votati o meno dal pubblico. Anche Mario aveva un suo mondo. La domanda che mi fai è difficile perché ‘uno su mille ce la fa’. Dei ragazzi usciti da Amici chi ce l’ha fatta, chi vende? Emma Marrone, Alessandra Amoroso, Pierdavide Carone, Antonino Spadaccino, le ragazze che sono andate nelle compagnie di ballo americane, Stefano De Martino, Marco Carta, molti hanno trovato la loro strada.
Allora andiamo con il più sopravvaluto. Anche qui alcuni nomi: Marco Carta, Gerardo Pulli, Valerio Scanu…
Con Valerio c’era una questione sulla personalità e sull’interpretazione. Di Gerardo ho perso le tracce, gli altri due ogni tanto li sento, li vedo, so cosa stanno facendo. Gerardo sinceramente non so cosa stia facendo, non l’ho più sentito. Sopravvalutati? C’è un pubblico che li vota, li ama a prescindere da tutto o forse perché hanno una storia particolare all’interno del programma. Sinceramente posso dirti, per esempio, che preferivo Carlo Alberto Di Micco e Ottavio De Stefano a Pulli dal punto di vista tecnico, al di là della scuola. Carlo tutte le settimane, da quando è uscito da Amici, continua a studiare. Con lui sono molto in contatto. Anche Ottavio sta facendo esperienze in America, ha aperto i concerti di Tom Jones.
In una recente intervista ha detto che X Factor è più artificiale di Amici. Le chiedo: il fatto che i prof diventino personaggi televisivi, alla Rudy Zerbi, non rischia di togliere autenticità anche ad Amici e di renderlo anch’esso un mero show televisivo?
Io lì stavo parlando dei ragazzi: lavorare sulla loro personalità non significa trovargli il vestito, cambiare i capelli, mettere i fumi. La personalità bisogna tirarla fuori da dentro. Una cosa è avere tutti una tuta e cercare di lavorare sulla propria personalità senza troppi effetti speciali. Mi riferivo a questo: voler cercare a tutti i costi degli effetti speciali trattandoli già da divi.
Certo, la mia domanda però si spingeva oltre. È vero che le dinamiche tra prof e allievo sono spettacolarizzate?
Sì, ma ti spiego perché. Rudy prima di fare il personaggio televisivo ha fatto il discografico; ha ascoltato tanta musica, lo so bene perché ho il suo camerino affianco e continua a sentire musica in ogni momento. Stiamo parlando non di uno che nella vita vende il salame. Nel tempo ha pure affinato qualcosa che non aveva; all’inizio non coglieva il problema dell’intonazione, del tempo. Ora è in grado di dire dove un ragazzo sbaglia e perché, oltre a valutarne la personalità artistica. Lui è funzionale perché non è un insegnante, come la Maionchi del resto. Però hanno un loro modo di approcciarsi ai ragazzi, diverso da quello di un professore.


Fonte:Tvblog

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