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domenica 9 marzo 2014

Fabrizio Frizzi: “Stasera torno a condurre, spero di ricordarmi bene i basilari”

Gran cerimoniere della serata sarà Fabrizio Frizzi che torna alla conduzione di un programma su Rai1 dopo le partecipazioni ai varietà Tale e Quale show 3 Ti lascio una canzone 7. TvBlog lo ha intervistato alla vigilia di questa serata, durante il viaggio che lo portava da Sanremo a Roma, per sedere sul banco di giuria dello spettacolo musicale condotto da Antonella Clerici.

Stasera torni alla conduzione, ti ricordi come si fa ?
Ho preso ripetizioni naturalmente. Speriamo stasera di ricordarmi bene i basilari.
Quanto hanno pesato le non entusiasmanti performance dell’anno scorso in Per tutta la vita e in Red or black, sulla tua decisione di apparire quest’anno in Tv in altre vesti, che non fossero quelle del conduttore?
L’esperienza di “Per tutta la vita” è stata una tappa sfortunata, per la quale, per altro, non mi sento molto responsabile, perché avevo ben detto che a metà settembre un programma come quello non avrebbe funzionato. In quell’occasione mi sono messo al servizio dell’azienda, come ho sempre fatto e va bene così. Red or Black è stato un programma con delle grosse potenzialità, però aveva un paio di momenti che secondo me erano fuori rispetto ai tempi che stiamo vivendo, ma tutto sommato era un bel programma.
Quel programma ti sembrava veramente adatto per Rai1 ?
Si, secondo me si. Come immagine era fantastico. In quell’occasione sono stato chiamato all’ultimo momento e se avessi avuto la possibilità di lavorarci per più tempo, avrei suggerito di usare magari di più la “frizione” per non disorientare il pubblico di Rai1. Quella comunque è un operazione che non rinnego assolutamente. Dopo quelle situazioni, poi, è ovvio che si accettano molto più volentieri delle cose che sono più parallele, rispetto alla conduzione vera e propria. Quindi ho fatto benissimo a fare Tale e Quale e mi sto divertendo moltissimo a fare Ti lascio una canzone.
Dopo Red or Black ti avevano offerto altri programmi, oppure le uniche offerte che hai ricevuto sono state Tale e Quale e Ti lascio una canzone?
Ci sono state delle chiacchiere che però non sono approdate a nulla di concreto. Ora sto lavorando a delle nuove cose, che ritengo interessanti e divertenti. Stiamo cercando di trovare delle idee diverse, perché fare delle cose al volo può succedere una volta per aiutare l’azienda, ci mancherebbe altro, poi però non deve diventare un abitudine.
Un programma altrui che avresti voluto condurre e un programma tuo che non avresti voluto condurre
Ti rispondo provocatoriamente Quelli della notte, perché Arbore è assolutamente insostituibile. Sarebbe stato certamente divertente fare parte della sua banda, non solo per il gusto di chi li guardava da casa, ma anche per l’evidente divertimento di chi lo faceva. Poi ti potrei dire che oggi non rifarei Per tutta la vita, tenendo anche presente che avevo appena terminato di fare una bellissima edizione di Miss Italia, che quell’esperienza sfortunata ha praticamente cancellato in un sol colpo.
La televisione ha compiuto 60 anni. Il meglio e il peggio di questi anni televisivi nei ricordi di Fabrizio Frizzi
Certamente fra le cose belle metto il Musichiere, io non ero ancora nato ma stavo arrivando. Poi il Rischiatutto di Mike, la televisione di Corrado, a partire della Canzonissima del 1970 con Raffaella Carrà ed i Fantastico di Baudo, in particolare il numero 7 con Lorella Cuccarini e Alessandra Martinez. Della brutta Tv ti posso dire tutta la televisione maleducata e volgare, senza per forza fare il nome di nessun programma in particolare.
Vista da fuori la Rai spesso è inspiegabile, vista da dentro com’è cambiata negli oltre 30 anni che la frequenti ?
In verità non frequento molto viale Mazzini, io sono un uomo da “fronte”, da prima linea. Quindi non so molto di quel che succede nelle segrete stanze. Mi sento più un artigiano di questo lavoro, quindi sto dove si fanno materialmente i programmi. Certo la Rai in questi anni è cambiata, non devo di certo dirlo io. Diciamo che si è “evoluta”, nelle maniere che sappiamo. Mi sembra che ci sia grande voglia di puntare di nuovo sul prodotto in futuro, speriamo.
Lavori in questo programma con un capostruttura un po’ particolare, mi riferisco a Claudio Fasulo, che proprio tu portasti in Rai come tuo assistente. Com’è lavorare con lui in queste nuove vesti, rispetto anche ai capistruttura con cui ha lavorato in precedenza?
Claudio è cresciuto molto ed è diventato un grandissimo professionista nella gestione e nella scrittura dei programmi. Lui è uno dei più bravi gestori di programmi in diretta che ci siano in circolazione. Ovviamente sono orgoglioso di quello che è diventato, l’ho visto partire tanti anni fa. Fare il dirigente è una grande sfida che lui ha deciso di percorrere. Mi sembra di capire che si sta impegnando tantissimo, perché da quando è diventato capostruttura praticamente non lo sento quasi più. Da quello che vedo, lavora con grande entusiasmo e senso di responsabilità, che sono delle caratteristiche che lo contraddistinguono anche nella vita di tutti i giorni. Certamente ho perso il mio autore di riferimento, ma quando lavoreremo insieme, come in questa occasione, lui sa quali sono le mie peculiarità, sa quanto mi impegno e conosce, meglio di chiunque altro, la mia carriera
e io so che ho di fronte una persona che certamente farà gli interessi dell’azienda, ma anche che darà il massimo per il programma che andremo a fare.
Stasera farai il gran cerimoniere al Premio Regia Televisiva, mi fai il podio dei tre programmi più belli di questa annata secondo te?
Te ne dirò quattro. The Voice, che ho seguito tutto. Poi metto Le Iene, quindi Masterchef ed Affari tuoi, che il mio amico Insinna è riuscito a rifare molto bene.
Sei a Sanremo. Ti hanno mai chiesto di condurre il Festival? Se si, perché poi non l’hai condotto e se no, l’avresti voluto condurre? Chi ci vedi per il 2015?
Per la verità mi hanno chiesto di partecipare all’edizione del 1992, con la promessa che poi lo avrei fatto l’anno dopo, ma allora, che ero certamente più scaltro di oggi, a quella promessa non avevo creduto e non mi resi disponibile. Forse fu anche meglio, perché non ero ancora strutturato per affrontare un carrozzone del genere. Fare Sanremo è un grande onore, ma anche una grossa gatta da pelare. Per fare il Festival bisogna essere maturi per essere “strapazzati”. Ora lo farei con grande impegno e mi sentirei pronto, ma sinceramente non mi candido, ce ne sono molti di candidati. Direi che ora se lo merita Carlo Conti, non solo perché è l’alfiere della rete in questo periodo, ma anche perché, come me, ha una grande passione per la musica, avendo fatto il deejay e anche programmi musicali. Poi ci starebbe ancora Morandi, perché lui pur non essendo un conduttore, sa essere un ottimo intrattenitore, oltre ad un bis della mia amica Antonella.
Accettare di condurre Sanremo, ci sono più pro o più contro?
Oggi per me, di essere strapazzato in sala stampa, non mi interessa sinceramente nulla. Con tutto che rispetterei i giornalisti, ma mi farei massacrare tranquillamente, senza problemi. Se mi dessero Sanremo, accetterei solamente se mi facessero fare, magari insieme ad un’altra persona, anche la direzione artistica. Cercherei di farlo al meglio delle mie possibilità, poi se la critica, oppure gli ascolti non fossero proprio positivi, pazienza, l’importante è che l’azienda mi sostenga e che magari, in sede di designazione, mi garantisca, per un paio di stagioni, un buon programma.
E’ passato quasi un anno da quando sei diventato padre. Come è cambiata la tua visione della vita da allora? Te lo chiedo soprattutto per quel che riguarda il lavoro
Direi proprio che la presenza di quella cucciola, non mi ha dato solamente motivazioni in generale, ma mi ha dato un bell’aiuto anche nel lavoro. Ho sempre lavorato con molta passione e gioia, però soffrivo di più le situazioni, mi sentivo più fragile, ora mi sento più forte.
Quindi se stasera c’è da mandare a quel paese il capostruttura, lo fai ?
Beh Claudio non lo manderei mai a quel paese (ride, ndr). Non l’ho mai fatto con nessuno. Comunque io sono sempre stato molto fermo nelle mie decisioni, accettando le proposte che ritenevo forti e rifiutandone altre, fino a quando ci fu quella cosa con Del Noce. Poi rimanendo fermo per molto tempo, sono stato anche costretto a prendere quello che mi capitava, perché bisogna anche lavorare… Nel nostro mestiere alcune volte bisogna essere anche “tattici”. Se tu scompari poi alla fine non riuscirai a fare neppure i programmi minori. Bisogna intanto non scomparire, cercare di rimanere allenato ed in forma e aspettare l’occasione giusta, che in quel periodo è stata “I soliti ignoti” e che capiterà ancora, non ho dubbi su questo.
Spesso alcuni direttori esaltano le performance di conduttori che occupano piccole porzioni di palinsesto e per poco tempo della propria rete ed invece danno per scontate quelle di quei professionisti che ogni giorno si portano a casa la pagnotta e mandano avanti il carretto, contribuendo a far si che la media di rete sia sopra a quella del competitor. Quasi come se fa più “figo” nell’epoca di twitter esaltare quel personaggio e quella trasmissione, a discapito di altri “mediani” del teleschermo, supportati da milioni di italiani che ogni giorno li guardano in televisione e che hanno il solo torto di non usare i social network. Da mediano della tv, che spesso e volentieri schiaccia la palla in rete quale tu sei, non ti girano un po’ le scatole di questa moda?
No guarda, parlo per me, ma potrei parlare anche per Carlo (Conti, ndr), noi siamo mediani quando serve di giocare mediani, ma siamo stati anche giocatori d’attacco. Carlo per esempio, con Tale e Quale è stato un attaccante sopraffino. Fare il 30% oggi in prima serata con un varietà non è proprio semplicissimo. Io ho fatto tanti programmi da mediano, ma ho fatto anche gli “Scommettiamo che”, che erano da grande goleador. Ho capito da tempo, ed è una salutare lezione, che bisogna stare sempre molto tranquilli e non invidiare gli altri. La mia priorità per ora è fare dei bei programmi ed al meglio delle mie possibilità, poi se arrivano anche i complimenti del mister, tanto meglio.
Inevitabile domanda sul futuro professionale, c’è qualcosa che bolle in pentola dietro l’angolo ?
La pentola bolle e molto, ci sono un paio di belle cose in ballo, lasciamo scegliere ai direttori e poi ne parliamo. Meglio stare fermi un giro o due, per poi presentarsi bene al pubblico, piuttosto che fare le cose in fretta.
Sembra che la “lezione” Fabrizio l’abbia davvero imparata ed in attesa di rivederlo in nuove prime serate o access time su Rai1, stasera torna a condurre su Rai1, facendo il gran cerimoniere del 54° Premio Tv Regia Televisiva. L’appuntamento è quindi sul tasto 1 del telecomando dalle ore 21:30 in diretta dal teatro Ariston di Sanremo, provincia di Imperia.



Fonte:Tvblog


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